LATIN LOVER

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Italia

LATIN LOVER

104minuti
2015anno

Regia: Cristina Comencini

Sceneggiatura: Cristina Comencini, Giulia Calenda

Montaggio: Francesca Calvelli

Scenografia: Paola Comencini

Musica: Andrea Farri, Edizioni musicali Curci – Visionaria, una divisione di Lumière & Co.

Costumi: Alessandro Lai

Interpreti: Virna Lisi, Marisa Paredes, Francesco Scianna, Angela Finocchiaro, Valeria Bruni Tedeschi, Candela Peña, Pihla Viitala, Nadeah Miranda, Cecilia Zingaro, Lluis Homar, Neri Marcorè, Claudio Gioè, Toni Bertorelli, Jordi Molla

Produttore: Lionello Cerri

Produzione: Lumière & Co.


SINOSSI 

Saverio Crispo, il grande attore del cinema italiano, un genio, come lo definisce il critico Picci, è morto dieci anni fa. Le sue quattro figlie, avute da mogli diverse in altrettante parti del mondo, si radunano nella grande casa del paesino pugliese dove l’attore è nato. La figlia italiana con il compagno di cui è fidanzata clandestina. La figlia francese, con il più piccolo dei tre figli avuti da tre padri diversi. La figlia spagnola, l’unica sposata, con un marito impenitente traditore. E l’ultima figlia svedese che il padre non l’ha quasi mai visto. Arrivano anche le due vedove, la prima moglie italiana che se lo è ripreso e curato in vecchiaia, e l’attrice spagnola che lo ha sposato ai tempi dei western all’italiana. Nessuna delle figlie ha conosciuto veramente il grande padre che ognuna ha mitizzato e amato nelle epoche diverse della sua trionfale carriera. Nel mezzo dei festeggiamenti, quando ancora è attesa la quinta figlia, l’americana riconosciuta con la prova del Dna, irrompe invece Pedro del Rio, lo stunt che pare conoscere l’attore meglio di chiunque altro. Tra conferenze stampa, proiezioni, rivelazioni notturne di segreti, le donne del grande divo rivaleggiano, si affrontano, in un crescendo di emozioni e situazioni tragicomiche.


IL REGISTA: CRISTINA COMENCINI

comenciniGli esordi di Cristina Comencini sono in alcune produzioni televisive in cui appare in qualità di co‐ sceneggiatrice del padre Luigi Comencini in Il matrimonio di Caterina (1982), di Suso Cecchi D’Amico nello sceneggiato televisivo Cuore (1984) e nel film La Storia (1986), nonché di Ennio De Concini in Quattro storie di donne diretto da Franco Giraldi (1986). Il suo debutto alla regia è del 1988 con il film Zoo cui seguono, dopo la sceneggiatura di Buon Natale… buon anno (1989), le regie di I divertimenti della vita privata, La fine è nota (dal romanzo di Geoffrey Holliday Hall), Va’ dove ti porta il cuore (dal best seller di Susanna Tamaro), Il più bel giorno della mia vita e La bestia nel cuore (che ha ottenuto una nomination agli Oscar per l’Italia come miglior film straniero nel 2006). Cristina Comencini è anche un’apprezzata scrittrice di romanzi: oltre a Matrioska, sono da ricordare Pagine strappate, tradotto in Francia (Premio Air Inter 1995), Passione di famiglia che ha ottenuto il Premio Rapallo Opera Prima 1992, Il cappotto del turco (vincitore del Premio Nazionale Alghero Donna di Letteratura e Giornalismo 1997 nella sezione narrativa), L’illusione del bene, con il quale nel 2008 è stata finalista del premio letterario Premio Bergamo, Quando la notte (2009), Lucy (2013) e Voi la conoscete (2014). Negli ultimi anni si è avvicinata alla scrittura di testi teatrali: Due partite, commedia in due atti scritta per quattro interpreti femminili, messa in scena nel 2006 e poi ripresa con successo in tutta Italia. Fa parte del comitato di Se non ora, quando? movimento che il 13 febbraio 2011 ha promosso un’importante manifestazione per il rispetto e la dignità delle donne, dopo il caso Ruby. Nel 2013 è a teatro come sceneggiatrice e regista de La scena con Angela Finocchiaro e Maria Amelia Monti che è stato lo spettacolo più visto e applaudito del 2014.


NOTA DI REGIA 

“Prima di scrivere la sceneggiatura di Latin Lover con Giulia Calenda, avevo avuto l’idea di raccontare le donne di un grande attore di cinema, un divo amato e desiderato dal sesso femminile, le sue figlie e le sue mogli sparpagliate nel mondo che si radunano per il decennale della sua morte. Ho raccontato l’idea a Lionello Cerri e Cristiana Mainardi che ci hanno creduto subito. Era la prima volta che lavoravo con la Lumière. Da quel momento, la strada per arrivare al film è stata condivisa in ogni tappa, dalla sceneggiatura, alla scelta del cast, al luogo delle riprese. Con Giulia abbiamo sviluppato il soggetto e molti intrecci del film sono cambiati, tanti aspetti si sono aggiunti. Chi è quest’uomo mitico adorato dalle donne che dice di non averle mai capite fino in fondo? Perché le due mogli hanno sacrificato la loro vita per lui? Perché le figlie non riescono a vivere senza cercare “il suo sguardo anche da morto?” Quanto è costata a loro la leggerezza di lui? Chi era lui veramente e quanti fuori scena non raccontati ha lasciato nella sua vita? Più domande e sentimenti riesce ad aprire una storia, più mi sembra valga la pena di essere raccontata. Al centro del film c’è la ricerca di una nuova identità femminile, fuori dal conflitto tra donne, la scoperta della libertà di essere finalmente se stesse, come dirà Marisa Paredes in una scena centrale, libere dallo sguardo maschile. Ognuno di questi temi, di questi aspetti si sono incarnati in attrici e attori europei straordinari, che ho avuto la fortuna di dirigere come membri di una famiglia di cinema italiana ma anche intercontinentale. Nelle riprese ci siamo appassionati alla ricostruzione di frammenti di alcuni film di una volta. Mentre li giravamo, circolava nella troupe una strana eccitazione, un grande divertimento. Ci siamo resi conto di quanto fosse vario il panorama cinematografico di allora, di come si divertissero gli attori a interpretare parti così diverse. Passare da quelle riprese, alle scene tra le figlie, le mogli, alle loro fragilità, ai loro conflitti, alla loro dipendenza, mi ha dato la misura cinematografica della differenza tra noi e loro, e soprattutto l’idea che per raccogliere la loro eredità, dobbiamo andare oltre e raccontare senza paura, con la stessa libertà, la nostra modernità più complicata e ambivalente. Questo film sarà per me legato sempre a Virna, alla felicità di avere lavorato ancora con lei, al dolore che se ne sia andata subito dopo, senza averlo visto”.

FILMOGRAFIA 

2011 QUANDO LA NOTTE

2008 BIANCO E NERO

2005 LA BESTIA NEL CUORE

2002 IL PIÙ BEL GIORNO DELLA MIA VITA 2000 LIBERATE I PESCI!

1998 MATRIMONI

1996 VA’ DOVE TI PORTA IL CUORE

1992 LA FINE È NOTA

1990 I DIVERTIMENTI DELLA VITA PRIVATA 1988 ZOO