IL FESTIVAL

Otranto è un piccolo paese sicuramente speciale.

Lo è per posizione, il luogo più ad est in Italia, il primo in cui sorge il sole ed il punto di congiunzione tra oriente ed occidente anche dal punto di vista della cultura o del cibo e della religione, con tutta la sua storia di monachesimo italo-greco e con l’integrazione della religione ortodossa e cattolica che ha visto le due chiese fianco a fianco, proprio ad Otranto fino ai primi anni del ‘900.

Lo è per una forte componente energetica, la stessa che ha sempre attratto persone dal mondo dell’arte e della cultura portandole a vivere qui per lunghi periodi. Da Carmelo Bene a Maria Corti che ne hanno raccontato la storia in “Nostra Signora dei Turchi” ed in “L’Ora di Tutti” ai tantissimi altri che hanno semplicemente goduto, ed ancora continuano a farlo dell’energia vibrante di questi luoghi rari e preziosi. Anch’io mi sento tra questi cittadini quasi onorari!

Ma la cosa secondo me più unica e speciale di questo paese, l’aspetto che lo rende veramente singolare è quello fondante per la comunità: un paese in cui i Santi Protettori sono 800. Un luogo alle cui radici sta una comunità intera, un paese che si fonda su una MOLTITUDINE.

Ed allora quale miglior simbolo, Otranto, per raccontare le Comunità, i quartieri delle grandi città o i piccoli luoghi in cui ognuno ritrova se stesso e l’altro, anche in contrapposizione. Fuori dalle formule teoriche della società politica, dentro quella realtà che rende le nostre azioni vissute, grazie a quella parte di sentimento e di verità, quella componente emozionale che solo il Cinema racconta così bene, spesso meglio della vita stessa.

Community, il titolo da me scelto per questo festival, serve a raccontare storie di comunità, ovunque esse siano. Ma anche dinamiche del cinema indipendente, che di comunità è fatto. Il tema sarà evidente anche negli incontri tra gli studenti delle scuole di recitazione o la gente che vorrà parteciparvi con i grandi attori e registi, quando si potranno osservare da vicino quelle dinamiche piccole e reali, quelle che ci riguardano da vicino, quei momenti che appaiono diversi quando succede che ci tocchino direttamente, che sono alla base del lavoro del regista e dell’attore.

Oggi, nel mondo globale di cui siamo parte, si parla di Community in senso virtuale, partendo dal web e ponendo alla base la necessità di condividere immagini o parole, a volte valori o semplicemente stile di vita o beni di consumo. La nostra, quella che vogliamo raccontare è una comunità diversa, che si ritrova in un festa del cinema aperta, che accoglie musica, happening ed incontri.

Alla fine un Festival delle emozioni e del sentimento.

Stefania Rocca

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